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Vendere Fotografia nel 2009

Questo articolo parla della vendita di immagini attraverso gli archivi online.

Da c.a 50 anni in Italia si produce fotografia professionale commerciale e pubblicitaria.
Dagli inizi degli anni 80 la fotografia professionale ha significato soprattutto:
fotografia commerciale, fotografia pubblicitaria, people, moda, editoria

Naturalmente ci sono sempre state nicchie e campi di specializzazione, ma il “grosso”, soprattutto in termini economici, è stato sviluppato in quei settori.
Negli ultimi 20 anni poi si è enormemente sviluppata la vendita di immagini via banche immagini, le famose agenzie di stock.
Tale business ha coperto tutti i settori, iniziando dall’editoria (la principale utilizzatrice delle stock image bank) e finendo per il settore pubblicitario (immagini creative e iconografiche, people).

Nel 2009 la situazione è molto diversa rispetto a 20 o 10 o perfino 5 anni fa, il presente ed il futuro danno un quadro della vendita delle immagini molto diverso.
Cosa è cambiato? Cosa ha provocato un cambiamento epocale in pochi anni del settore?
Due fattori soprattutto: l’avvento del digitale “mass-market” e internet. Il primo fattore ha determinato una disponibilità di mezzi di produzione a basso costo impensabile prima, il secondo un canale di informazioni e diffusione enormemente potente.

Mi relaziono costantemente con tantissimi fotografi professionisti, e so bene cosa stiano facendo e che canali usino per vendere immagini: ovviamente è un discorso generalista,  ci sono ancora delle piccole nicchie o dei canali ancora abituati “bene”, ma per il mercato in generale le cose stanno piu o meno cosi: non funzionano piu i canali tradizionali, i prezzi sono crollati e se ancora molti clienti trovavano comodo usare canali “on demand”, la cosa sta cambiando con una rapidità sconvolgente.
- La stretta economica costringe gli intermediari, gli editor, i ricercatori, le agenzie ad usare sempre piu internet per cercare immagini a basso costo.
- La maggior facilità di utilizzo delle moderne piattaforme di uplad e storage immagini permette ad un numero crescente di fotografi di pubblicare le loro immagini sul web, mettendo a disposizione immagini indicizzate e ben lavorate sugli archivi.
- la codifica di un sistema di costi delle immagini al ribasso e divise per classi permette ormai di trovare diversi milioni di immagini disponibili subito per il download.
- la tendenza alla globalizzazione ha favorito la concentrazione degli archivi, e in realtà è possibile ormai trovare quasi 9 milioni di immagini, pronte ed acquistabili a basso costo, su due sole piattaforme: www.istockphoto.com e www.fotolia.com

Lascio all’amico Luca Pianigiani su www.Jumper.it il compito di stilare una guida più approfondita per chi vuole usare le risorse di vendita sul web.
Il mio interesse è solo quello di esporvi una semplice verità: si può  guadagnare decentemente vendendo immagini, e qualcuno guadagnerà ancora di piu nell’immediato futuro, ma a meno che non siate già presenti sul mercato da tanti anni non perdete tempo a stabilire contatti con agenzie, fare appuntamenti, cercare clienti per vostre immagini già prodotte.

Preparatele e schedatele bene, iscrivetevi a istockphoto e fotolia, fate un’analisi sui settori e tipi di foto piu cercate, su quelle piu vendute, su quelle meno presenti, e poi iniziate ad inserire (e a produrre ad hoc).
Ho visto i report e sentito alcuni fotografi, ed ho capito che se “buttate” su 1.000 immagini interessanti potreste guadagnare già centinaia di euro al mese, è un lavoro che richiede testa e professionalità, ma vi pagheranno ogni mese, regolarmente, e i guadagni aumenteranno nel prossimo futuro, il trend di crescita dell’uso di questo tipo di risorsa è notevole.

Una chicca e un valido aiuto può darvelo questo sito, un tool creato dalla agenzia tedesca 21TORR fondata e gestita da uno dei principali contributors del sito IStockPhoto Alexander Hafemann. Questo sito traccia i download dei singoli utenti di IstockPhoto fornendo una classifica dei migliori; tra i dati forniti ci sono le dimensioni del portfolio, il numero di download giornalieri, il numero di download per file e altre info.

Un’altro strumento interessante è un tool che trovate a www.prostockmaster.com e che permette l’inserimento e la gestione di immagini su diversi archivi, tra cui appunto Istockphoto e Fotolia. Il tool in pratica vi permette di indicizzare e catalogare le immagini e inserirle contemporaneamente su molti archivi, naturalmente dopo aver aperto gli account relativi ed aver programmato quindi il tool con i corretti parametri di accessi utente.

Di seguito una piccola intervista a Giuseppe Masci, un grande professionista che usa diversi canali per veicolare le sue immagini, da un noto archivio nazionale ad un archivio globale ad un microstock globalissimo.:)

angelo cucchetto

4 Commenti a “Vendere Fotografia nel 2009”

  1. grazia neri

    Molto ben detto, ma sul mercato dell’immagine occorrerà riflettere sulla pedita di copyright..Buon lavoro
    Grazia Neri

  2. admin

    giusto Grazia,
    ma il discorso copyrights è molto complesso, sono anni che si tenta di affrontarlo in modo globale, la codifica delle licenze creative, il riordino delle leggi nazionali a tutela dell’opera di ingegno…

    Il problema è che intanto il mondo reale va avanti, e cmmercialemnte parlando non aspetta i legislatori ne le istituzioni.

    Ecco cosi che, mentre molti sono ancorati al giusto rispetto per la trattazione dei diritti di copyrights (tema annoso e penoso, se permettiamo che chiuqne usi qualunque prodotto d’ingegno dobbiamo stravolgere il mondo) gli acquisti sulle due piattaforme citate crescono a ritmi di due cifre e Fotolia ha appena festeggiato il milionesimo utente iscritto…
    sic transit gloria mundi

  3. Emiliano

    Salve Angelo,
    mi fa piacere che venga affrontata una tematica che ritengo “spinosa”!
    Credo che nel tuo post manchi un presupposto fondamentale magari avanzato sottoforma di domanda:- chi produce e guadagna con i microstock?
    Chi produce immagini x le micro ha solo una certa % di riuscita per poter “rientrare” nelle spese di produzione, impegno e creatività.
    Inserire keywords per 30 immagini (è un esempio volutamente esiguo) toglie via moolto tempo, le % di storno si aggirano trà l’8 e il 40% in media, ..spesso chi produce queste immagini è un fotoamatore che (seppur evoluto) fa beneficenza a chi proprio non ne ha bisogno. Ora anche il professionista s’aggiusta gli scarti (già buoni) e vuole farli “fruttare” invece che tenerli nel proprio archivio.
    Le piccole e meno piccole campagne pubblicitarie (adv) ovviamente possono essere realizzate + in fretta ecc ecc e così si ha la percezione che sia normale avere per pochi dollari immagini anche ben fatte e riutilizzarle all’infinito da + persone senza che il fotografo possa giustamente avere ciò che gli spetta in termini monetari.
    Il copyright, diconseguenza ne tutela i diritti..
    A mio avviso dato che basta farsi un conticino al volo, con la “scusa” della condivisione, questo modo di interpretare la globalizazione fa si che a piccole “dosi” si abitui chi produce ad accontentarsi d’ottenere sempre meno. E’ palese ormai in ogni aspetto del quotidiano…, basta vedere cosa combinano note case produttrici di automobili, scarpe ecc.
    A conti fatti non credo sia dannoso avere e produrre prodotti x il mass-market, è la modalità che trovo abominevole.
    Trovo aberrante che il web (o meglio chi lo usa) in casi come questi (micro stock) tenda ad appiattire le differenze trà professionista e fotoamatore,.. il 2° deve portare i soldi a casa e vivere grazie al proprio ingegno creativo ecc ecc. Il 2° dopo esser tornato a casa dal lavoro, magari in serata s’accende il portatile e edita le immagini fatte la domenica prima, non ponendosi alcuna domanda (nonostante magari abbia speso 2500€ per un kit da 2 torce monoblocco), ma aspettando che le sue immagini siano scaricate..xchè è fico.

  4. Emiliano

    Correzione di: Trovo aberrante che il web (o meglio chi lo usa) in casi come questi (micro stock) tenda ad appiattire le differenze trà professionista e fotoamatore,.. il 2° deve portare…….

    Corretto: E’ il 1° che deve portare i soldi a casa e vivere grazie al proprio ingegno creativo ecc ecc. Il 2° dopo esser tornato a casa dal lavoro, magari in serata s’accende il portatile e edita le immagini fatte la domenica prima, non ponendosi alcuna domanda (nonostante magari abbia speso 2500€ per un kit da 2 torce monoblocco), ma aspettando che le sue immagini siano scaricate..xchè è fico.

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